Il piccolo aeroporto di New York che ridisegna il turismo intercontinentale

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A 100 km dalla Grande Mela, lo Stewart Airport è lo scalo che accoglierà i voli low-cost dall’Europa, fra difficoltà attuali e ambiziosi progetti per il futuro.

Lo Stewart Airport è poco più grande di una di quelle stazioni di servizio che si possono incontrare lungo le highways americane e, almeno per il momento, altrettanto scarsamente affollato. Ma è da qui che potrebbe partire una vera e propria rivoluzione nel sistema turistico trans-atlantico.

Il piccolo scalo nello Stato di New York accoglierà infatti a partire da oggi i primi turisti intercontinentali provenienti dall’Europa. La Norwegian Airlines è la prima compagnia ad usufruire del nuovo aeroporto, e anche grazie ai suoi costi infinitamente inferiori rispetto ai grandi hubs cittadini come il JFK o Newark ha potuto offrire i primi voli low-cost fra le sponde dell’Atlantico. Questa settimana saranno inaugurati i voli diretti per New York da Belfast, Edimburgo, Dublino e Shannon. Un volo di andata e ritorno a luglio – altissima stagione per visitare la Grande Mela – costa poco più di 400 euro, mentre i vettori più economici nello stesso periodo si aggirano sui 1.200. Da novembre saranno possibili voli diretti verso Stewart anche dall’Italia, sempre tramite la compagnia norvegese. L’impatto che questi voli possono avere sull’industria del turismo americano ed europeo sono immensi in termini economici.

Per l’amministratore delegato di Norwegian, Bjorn Kjos, il fatto che l’aeroporto sia così piccolo è un vantaggio perché “così possiamo effettuare il ricambio in maniera molto più rapida: i passeggeri possono scendere e salire sull’aereo in meno di 90 minuti”. Nonostante le attuale dimensioni ridotte, lo Stewart Airport ha progetti ambiziosi per il futuro e tutte le carte in regola per realizzarli: il terreno su cui sorge è infatti 7.000 acri più vasto di quello di Newark, attualmente il secondo più grande di New York, con oltre 40 milioni di passeggeri l’anno. Inoltre, la pista dello Stewart è la terza più lunga del paese, permettendo atterraggi a qualsiasi ora del giorno e in totale visibilità. Ulteriore vantaggio: essendo distante dagli altri aeroporti cittadini non ne condivide lo spazio aereo, con susseguenti minori ritardi dovuti al traffico nei cieli.

Ma la distanza è anche il punto dolente del piccolo scalo: a quasi 100 chilometri da Manhattan, i collegamenti sono pressoché inesistenti. Proprio oggi, in concomitanza con l’arrivo del primo volo intercontinentale, verrà inaugurato un servizio bus che impiegherà circa 1 ora e 25 per raggiungere la città. Non esiste (ancora) un collegamento ferroviario e un taxi potrebbe costare quasi quanto il volo stesso. Ultima annotazione: l’aeroporto sorge ai piedi di due delle località di villeggiatura più amate dai newyorkesi, i Monti Catskill e la valle dello Hudson. Scendere allo Stewart può essere l’occasione per un’escursione nella natura americana, prima di avventurarsi nella giungla di cemento di New York.

 

by Gabriele Genah – repubblica.it