Don Giovanni, la pizzeria che ha conquistato il Brasile

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A Brasilia il ragusano, Giovanni Spadola ha dato vita al suo piccolo regno. La sua pizzeria è quotata tra le migliori del Paese.

“La mia vita è una festa” risponde sorridendo, mentre sorseggia una coppa di vino rosso, con lo sguardo felice di chi ha realizzato un sogno, quando gli chiediamo di riassumere con una frase la sua vita. Lui è Giovanni Spadola, titolare della pizzeria “Don Giovanni” nella modernissima Brasilia, città dove si è stabilito dopo aver girato un po’ in lungo e in largo l’America Latina.

“Quando vivevo a Ragusa – racconta Giovanni a Prima Fila Nel Mondo – avevo una pizzeria che tenevo aperta nei mesi estivi, poi in inverno giravo il mondo. Fino a quando nel ’98 non trovo qui il luogo ideale in cui vivere”. Già famoso nella sua città d’origine Ragusa, conosciuto da tutti come John Lennon, “Da giovane – continua – facevo anche il DeeJay e da allora hanno iniziato a chiamarmi così”, è ormai un vero personaggio anche in Brasilia, la capitale culla dei poteri del governo e della politica brasiliana. Da perfetto padrone di casa nella sua pizzeria, dove ha circa dodici impiegati, con la sua carismatica sicilianità coccola facendo sentire unici i suoi clienti. E su Trip Advisor le recensioni parlano di “Best pizza in Brasilia”.

“Faccio un po’ da Cicerone, – aggiunge – nella mia pizzeria vengono un po’ tutti, si trova in una zona residenziale della città, ma il clima è informale e sobrio, senza sfarzi. La verità è che amo fare la pizza, utilizzo solo prodotti italiani”. E la sua pizza è diventata talmente famosa che anche l’ex presidente della Repubblica brasiliano, Fernando Henrique Cardoso, è andato una volta al suo ristorante, “E’ entrato – dice – mi ha salutato stringendomi la mano e poi si è accomodato a mangiare la pizza con totale naturalezza. Qui nessuno osa darsi tono o ti tratta con distacco solo perché riveste un incarico di prestigio o altro. La gente vive all’insegna della spontaneità”.

E la sua Ragusa, dove torna insieme a suoi due figli ogni due anni, è sempre nel cuore, tuttavia ammette: “A Marina di Ragusa non sarei mai riuscito a costruire quello che ho qui, purtroppo. In Italia devi diventare un industriale per riuscire ad assumere così tante persone”. E quando trascorre lì le vacanze estive, Giovanni non nasconde di provare a volte un certo dispiacere. “Quando torno – dice – vedo troppi problemi, troppi vecchi amici che non sono riusciti a realizzare i propri sogni. Non so se è colpa della politica o della crisi, ma è una situazione che mi fa stare male”. Ma oltre al mare e la famiglia, c’è una cosa di Ragusa che a Brasilia non riesce assolutamente a trovare: “Mi manca la ricotta ragusana”.

by Erika Intrisano