Nick D’Aloisio, il baby genio assunto da Yahoo!

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British-born Australian entrepreneur and Yahoo! Product Manager Nick D'Aloisio speaks on stage during the keynote address by Yahoo CEO Marissa Mayer, at the 2014 International CES in Las Vegas, Nevada, January 7, 2014. D'Aloisio, who sold Summly to Yahoo! for $30m, unveiled Yahoo! News Digest with Mayer during the keynote address. AFP PHOTO / Robyn Beck (Photo credit should read ROBYN BECK/AFP/Getty Images)

E’ già una star al pari di Justin Bieber ma il suo successo è legato all’invenzione di Summly l’applicazione che crea i sommari delle notizie. Un capitale da 30 milioni di dollari ha reso Nick tra i più giovani e ricchi imprenditori al mondo.

E’ già un fatto di per sé singolare che un ragazzo di soli 15 anni lavori con grande impegno alla realizzazione di un’App che gli consente di visualizzare in maniera veloce e dinamica più notizie contemporaneamente in un social, anziché applicarsi per creare un nuovo videogame. Il genio stavolta si chiama Nick D’Aloisio, il quotatissimo baby programmatore di origine italiane, creatore di Summly, l’innovativa applicazione venduta nel marzo 2013 al colosso americano Yahoo! L’acquisizione sin dal primo giorno ha fatto subito volare il titolo in Borsa della società e da allora per il giovane Nick, nato in Australia ma residente a Londra, si è aperto un giro d’affari pari a 30 milioni di dollari. Un successo clamoroso per D’Aloisio a cui ha fatto seguito una pioggia di premi, menzioni speciali e riconoscimenti, fra cui quello di British Inspiration Award come Giovane Imprenditore dell’Anno nel 2013.

 

La tecnologia Summly, destinata a smartphone e tablet, permette di sintetizzare in pochi caratteri notizie provenienti dai vari siti web. Ma la curiosità di Nick su come creare applicazioni iniziò all’età di 12 anni, e una volta imparati i segreti della programmazione l’idea di Summly,  come spesso accade, arrivò poi per caso: facendo delle ricerche su internet per preparare un esame di storia  si  rese conto – come lui stesso raccontò nel 2011 durante un’intervista alla BBC – “che occorreva qualcosa che le semplificasse riassumendole”, che le rendesse insomma più ordinate e quindi meno dispersive. E da lì ecco l’App rivelatasi la sua fortuna. Ma il colosso Yahoo! non è stata l’unica società ad investire sul giovane sturtupper. Ancor prima, fra i vari Venture Capital che lo appoggiarono, spicca il nome di Li Ka-shing, il plurimiliardario delle telecomunicazioni di Hong Kong dal quale ottenne il primo finanziamento. E Summly ha rapito il cuore anche dei clienti dell’AppStore di Apple, “Ho capito – ha confidato Nick in un’intervista a La Repubblica – che le cose stavano andando per il verso giusto quando la Apple segnalò Summly come App of the Week”.

by Erika Intrisano