10 cibi “strambi” dal mondo

0
180

Spulciando il web una collezione di 10 “perle” della cucina internazionale.

Quando si parla di tavola, uno dei “motti” più comuni è anche l’occhio vuole la sua parte. Ma è anche vero che alcune tradizioni culinarie portano sul piatto cibi che mai avremmo immaginato di trovare. Ecco alcune pietanze proposte da “siviaggia.it, travel365 e blitz quotidiano”. Avreste il coraggio di “gustarli”?

Direttamente dall’Uganda. Le prelibate cavallette. Questa “specialità” viene consumata sia cotta che cruda. Chi ha provato questo piatto, avrebbe detto che il sapore sarebbe simile a quello delle patatine fritte. Altri del pomodoro secco, o addirittura di pop corn. E per chi ama i cibi sani, pare che mangiare cavallette faccia bene alla salute.

Andiamo nel Sudest Asiatico, per assaggiare il Durian. Il consiglio è però quello di tapparsi il naso mentre lo gustate: si tratta di un frutto dal caratteristico odore di piedi. A Singapore ci sono dei cartelli che vietano di trasportare il Durian, proprio per il suo particolare profumo. In Cina, però, ne vanno matti!

Voliamo in Australia, per un freschissimo piatto di Larve. Gli aborigeni adorano quelle di falena, avrebbero un non so ché di piccante. Le larve sono ricche di proteine: altro che filetto o angus!

Testa di agnello cunzata, questa prelibatezza è della Sicilia. Questo piatto fa parte della cucina povera tipicamente palermitana. Importante prima di cucinarla bisogna – dicono gli chef – strofinare forte con il sale per eliminare tracce di sporco. Divisa in due parti e spellata, viene poi chiusa e legata con un laccio per evitare la fuoriuscita del cervello. Si immerge in una pentola colma di acqua fredda e salata e si lascia cuocere per circa un’ora. L’occhio viene considerato la parte più buona e delicata.

Da un’isola all’altra: in Sardegna è un must assaggiare il Casu frazigu. Si tratta di un formaggio con i vermi: è un tipico prodotto sardo caratterizzato dal suo particolare processo di formazione. Il  caprino colonizzato dalle larve della mosca olearia. L’insetto depone le uova e le larve si nutrono del formaggio fino a formare un particolare “cuore” cremoso. Provatelo a spalmarlo su una fetta di pane!

Ragni fritti, questa invece è una ricetta tipicamente cambogiana, per essere precisi è un piatto ideato nella piccola cittadina di Skoun. I ragni fritti sono diventati un rimedio alla scarsità di cibo  durante il regime dei Khmer Rossi, da allora sono entrati nel menù della Cambogia. Al ristorante un piatto tra i più gettonati sono le tarantole morte, miscelate con zucchero e sale.

Torniamo in Oriente per un bel piatto di “Occhi di tonno”. Non si tratta del nome particolare di una pietanza, ma proprio dei bulbi oculari del pesce. In Cina e Giappone è una pietanza che si trova facilmente in qualsiasi negozio di alimentari. Al ristorante questa pietanza viene preparata facendo bollire e condire l’intero bulbo oculare. Chi lo ha assaggiato (molto coraggiosi) dicono che ha il sapore dei calamari!

In Indonesia si può mangiare il pipistrello abbrustolito. Si chiama Paniki il piatto esotico a base dell’uccello nero che ha ispirato il disegnatore di Batman. Il pipistrello dopo un’arrostita al barbecue viene cotto con delle spezie nel latte di cocco. C’è la variante pepata: con chili ed erbette piccanti.

Chi lo ha mangiato dice di non aver “mai visto nulla di più raccapricciante al mondo”. Il Balut, di origine sudasiatica,  è un uovo, solitamente di anatra o gallina, fecondato che viene bollito poco prima della schiusa. Nelle filippine preferiscono lessare l’uovo prima dei 17 giorni, quando cioè è ancora tenero e lo scheletro non si è formato; in Vietnam e Cambogia invece, aspettano 20 giorni, quando cioè lo scheletro, compreso becco e zampe, si sono quasi sviluppati. Questo è uno dei piatti  più prelibati, servito solo nei ristoranti più esclusivi.

E dulcis in fundo, vi proponiamo una bevanda tentatrice. In Vietnam vi proponiamo un calice di sangue di serpente, o Snake Wine. E’ una bevanda liquorosa ottenuta con del vino di riso che si lascia fermentare insieme a serpenti, talvolta anche scorpioni, tartarughe e altri insetti velenosi.

E’ doveroso che sia velenoso. E invece di consumarlo a sorsi, c’è anche la versione del cicchetto, lo “shot”  viene preparato incidendo il serpente lungo il suo ventre e drenando il sangue direttamente nel drink. Barman molto coraggiosi in Vietnam!

by Laura Distefano