Philadelphia, culla di storia e leggende

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Philadelphia skyline

La guerra e la rinascita. A Philly, così ribattezzata dai suoi stessi cittadini, si respira ancora l’atmosfera delle lotte per l’indipendenza americana. Questa città è una tappa obbligata per chi vuole conoscere veramente gli Stati Uniti d’America.

“Città dell’amore fraterno”: l’origine del nome Philadelphia riesce a trasmettere perfettamente la sua anima.

Del resto quando nel 1682 William Penn la fondò si basò proprio su due principi: la libertà e la tolleranza. Diventata la seconda città d’America dopo Città del Messico, verso la fine del XVIII secolo Philadelphia era già un piccolo, grande impero. Una potenza che di certo ha contribuito alla formazione degli Stati Uniti, prestandosi più volte ad essere centro della Rivoluzione Americana, non per nulla la Dichiarazione di indipendenza prima e la Costituzione degli Stati Uniti d’America poi furono firmate proprio all’Independence Hall.

Tracce di storia che abbiamo letto su tutti i libri e che i più fortunati hanno potuto vedere con i propri occhi per le strade della città oggi ribattezzata da molti “Philly”, dove tra un viale e l’altro ci si perde tra gli imponenti edifici dal fascino senza tempo capaci di raccontare la guerra, ma anche la rinascita.

Una visita a Philadelphia non può dunque iniziare se non dall’Independence National Historical Park, il famoso “miglio”, ovvero un quadrato di città in grado di racchiudere la storia di tutta l’America in soli quattro isolati: edifici dell’epoca coloniale si alternano ad altri risalenti al periodo della Rivoluzione, palazzi che si impongono su grandi piazze popolate da attori che con costumi d’epoca deliziano i passanti con canti e racconti. E poi ci sono le imponenti First and Second Bank of the U.S., la Congress Hall tra la 6st e la Chestnut Street, dove si tenne il primo Congresso degli Stati Uniti nel corso del quale venne adottata la prima Carta dei Diritti. Da non trascurare anche la Liberty Bell Pavillon, struttura che al suo interno custodisce la famosa Liberty Bell, vero simbolo di Philadelphia, basti pensare che questa campana veniva fatta suonare in momenti di altissima importanza sociale, nel corso di anniversari illustri o per festeggiare le vittorie della guerra. Ma dall’epoca coloniale alla seconda guerra mondiale il passo è breve: al Penn Landing, ad esempio, che è il più grande porto fluviale del mondo, sul Delaware River, si trovano l’Uss Olympia e l’Uss Becuna, rispettivamente una nave dell’epoca della guerra ispano-americana ed un sommergibile della Seconda Guerra Mondiale.

Un Paese ricco di aneddoti e storie che vale la pena visitare almeno una volta nella vita. In fondo chi di voi non ha mai sognato di salire di corsa la celebre scalinata del Museo d’Arte resa famosa dal mitico Rocky Balboa? Nel 1982 infatti una statua di bronzo fu scolpita per volere di Sylvester Stallone in occasione delle riprese del film “Rocky 3”, da quel giorno la scultura domina il centro di Philadelphia, uno spettacolo imperdibile.
Ed imperdibile lo è anche il capolavoro di David Wark Griffith, il regista dell’eccezionale pellicola in bianco e nero del film muto “The Birth of a Nation” datato 1915. Ambientato durante la guerra di secessione americana, rimarrete affascinati dalle immagini di un’America ferita dalla guerra civile, ma che poi sarà in grado di mostrare anche gli effetti della ricostruzione. Pensate: il film fece registrare i maggiori incassi della storia e nel 1992 è stato scelto per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del ­Congresso degli Stati Uniti.

Un pezzo di storia in bianco e nero che in poche ore vi farà ammirare ed innamorare ancora una volta dell’America e della sua Philadelphia, cittadina che oggi se ne sta tranquilla a metà fra le grandi Washington e New York, sorridendo al ricordo di un glorioso passato.